lunedì 11 aprile 2011

italian pranksters!

Herald Sun, 10 April 2011

Ed eccolo qui, l'articolo sull'Herald Sun di ieri!
L'abbiamo scoperto entrando in un bar a St. Kilda Beach, la spiaggia di Melbourne, dove Giada ed io abbiam deciso di trascorrere una domenica mattina rilassante, passeggiando tra palme, ciclisti, corridori e gabbiani. Seduti a sorseggiare un caffè lungo (ebbene sì, ormai siamo quasi abituati alle abitudini locali), sfogliamo distrattamente il giornale e, all'improvviso, eccoci lì, a pagina 29! Nel bar dalle grandi vetrate con vista sulla spiaggia e, più in là, l'oceano luccicante, nessuno è sembrato riconoscerci. Oppure facevano finta – molto bene, bisogna dire – di non averci notati. Ma, insomma, davvero è stato bello lo stesso.

domenica 10 aprile 2011

venerdì 8 aprile 2011

Alan e Giordan

Arrivati da pochi giorni, abbiamo subito capito che i nomi sono importanti, quaggiù agli antipodi in Australia. La nostra sezione di ottoni, per esempio, Andrea e Sebastiano, han cambiato nome, ed è avvenuto tutto in modo rapido e naturale: il nome si è cambiato in qualche modo da sé, per così dire. Adesso si chiamano Alan e Giordan, e funziona benissimo. Giordan dal cognome, che Sebastiano fa Giordano, di cognome. Alan perché un tale, dopo presentazioni e convenevoli di routine, lo ha chiamato così. Hi Alan! - ha detto, tutto contento e sorridente e australiano. Ora anche noi li chiamiamo sempre Alan e Giordan e quasi ci siamo dimenticati i loro veri nomi. Si vede che in questo modo viene più facile. Nelle presentazioni durante i concerti adesso il pubblico capisce più in fretta e gli spettatori non li scorgi più dal palco con espressioni interlocutorie e sopracciglia aggrottate. E anche Alan e Giordan in verità si sentono molto più a loro agio coi loro nomi nuovi, come fossero di casa. Hanno anche cambiato modo di camminare, più morbido e dinoccolato e soddisfatto. Un piacere vederli passare sfaccendati in Federation Square in tarda mattinata, salutare generosamente di qua e di là. In tutto questo, è chiaro, intravedono il pensiero di poterci rimanere, qui in Australia. Sembra tutto così luminoso e semplice mentre dal ponte guardi scorrere il fiume Yarra...
pubblico del Comedy festival in Federation Square

giovedì 7 aprile 2011

Gianni Brasso va in tourné


Naturalmente anche la nostra guest-star Gianni Brasso è venuto con noi in Australia. In aereo è stato molto bravo, per lo più a cuccia o a mangiare gli speciali menu dog-international offerti dalla compagnia Quantas che gli son piaciuti tantissimo, molto più che a noi in effetti. Il resto del tempo lo ha passato a guardare rapito fuori dal finestrino. Gli piacevano un sacco le nuvole viste dall'alto. Solo ogni tanto ha abbaiato un po' per i vuoti d'aria, ma le hostess bionde e carine lo hanno tranquillizzato.
Ora che siamo arrivati è molto preso dagli impegni artistici, molto più teso di noi, bisogna dire. Si vede che lui è un grande professionista del sax. Così le prime mattine le ha passate a studiare in camera, ispirato dal panorama di grattacieli e nuvole veloci che si vede dal 26° piano del nostro hotel, il Citadines, nel bel mezzo della city di Melbourne. Suona così tanto e con così tanta ispirazione che in verità ben presto vien voglia di uscire dall'albergo e andarsene in giro a esplorare la città. Magari tra qualche giorno si rilasserà e lo convinceremo a venire con noi. Ci sono un sacco di animali strani che secondo noi gli piacerebbero, gli abbiam detto. Per il momento non ascolta i consigli e continua a esercitarsi. O forse si sente troppo una star a suonare le sue strambe scale jazz con quel panorama. Piccolo grande Brasso! Con quei piedoni ridicoli...

mercoledì 6 aprile 2011

vires acquirit eundo


Il motto della città di Melbourne. "Acquista le forze andando". Proprio un bel motto di viaggio in cui imbatterti mentre ti trovi all'altro capo del mondo, vien da pensare. Alla fine anche la fatica della traduzione, con scavo fin nello sprofondo del subconscio studentesco, ne è valsa la pena. E se poi scopri che è tratto da Virgilio (Eneide, IV, 175) e che si riferisce alla fama, la quale, appunto, si rafforza man mano che cammina... Sembra scritto proprio per noi, pensiamo, mentre attraversiamo il ponte con le custodie degli strumenti, tra file di studenti vestiti tutti uguali, come si usa da queste parti. Eh già, Virgilio ci aveva visto lungo. Ma come faceva a sapere che saremmo arrivati fin quaggiù!?

martedì 5 aprile 2011

Melbourne 05.04.2011 06.30 a.m.

E via, la prima settimana è volata come niente.
È per il fatto che ci sentiamo come a casa, sì ma una casa che non esiste: ci si sveglia con calma, qualcuno passeggia per le vie della città, qualcun altro se ne va in piscina, qualcuno va a fare jogging.
Caffettino. Espresso, qui si va tranquilli, lo sanno fare tutti. Poi si ciondola ancora un po', fino al pranzo, poi a lavorare. Quaranta minuti di puro delirio, soprattutto il venerdì, il sabato e la domenica che si suona sul palco centrale (per venti minuti, per essere precisi). E poi la meritata birretta in piazza, nel dehor, al sole.
Due passi, casa, doccetta. Cena. Birrone (chi più, chi meno).
E via così, per sempre. Seeeeh...


La settimana lavorativa è stata più che soddisfacente, i Brassvolé hanno avuto successo.
La gente qui apprezza britannicamente, fa tutto quel che chiedi, applaude, balla e partecipa, ma con uno stile tutto suo. Soprattutto ride per cose che non hanno mai fatto ridere il pubblico italiano ed europeo, ad esempio quando Scavini (che d'ora in avanti chiameremo Alan) fa l'aeroplano col trombone. Il pezzo forte qui è paperella-rotolone nella versione tradotta e interpretata da Mariano: little duck-big roll. E giù, tutta la piazza che balla felice, fa impressione. Oggi per premio abbiamo lanciato giandujotti.
Poi abbiamo anche microfonato Brasso. Sentire le note del suo sax riecheggiare in tutta Federation Square è commovente.
Il cazzeggio è andato altrettanto bene.
Melbourne è bella, piena di luce, accogliente, dalle vie del centro affollatissime ai parchi pubblici che sembrano il giardino dell'eden. A proposito, per i più impazienti: Mariano compilerà il suo quadernetto naturalistico a tempo debito. Per ora registra versi di animali, fotografa, raccoglie campioni di feci e rincorre in modo molesto.
I Brassvolé non hanno però ancora colto lo spirito della movida notturna di Melbourne. Alle undici tutti i locali carini chiudono, tuttavia orde di giovanotti vestiti in modo indecente (sulla moda locale presto sul blog un frizzante contributo di Sebastiano, d'ora in avanti Jordan) continuano a muoversi ovunque. Si teme che la serata prosegua nei club dove si balla. E chi c'ha voglia?? Code per entrare, prego documenti, eh no, fuori con la birra non puoi andare... mmmhhh...


Il rifugio del Brassvolé all'ora di pranzo è alle volte il caffè Pellegrini, nell'isolato di fianco. Se si ha voglia di sentirsi come in un film con Al Pacino e De Niro questo è il posto ideale.
Il proprietario, Sesto, è di Ascoli Piceno. Non si ricorda tanto bene l'italiano e fa un casino ridere. Se ci siamo noi (o altri italiani) tutto si ferma: lui, Biagio (suo figlio) e Nicola (che anche lui suona la fisarmonica e il sax, è diplomato, ma non vuole suonare, lui preferisce lavorare lì) iniziano a parlare e basta, ignorando i clienti anglofoni che hanno fretta di pagare e uscire.


L'altro giorno (dopo una razione da maiali io di cannelloni e Alan di ravioli ricotta e spinaci) senza chiedere nulla è arrivato il bicchierone della granita speciale della casa. Cos'è? Cucumbero e laimone. Buona! Non so se riesco a finirla...Poi il gelato...Ghhhhffff... E il caffè. Ne siamo usciti piegati. E ci ha fatto pure lo sconto.
Adesso è quasi ora di cena, i Brassvolé cucineranno una pasta panna piselli e pancetta (per chi può), una frittatina e delle verdure bollite (e forse saltate in padella che sennò a Jordan gli fanno schifo...). Poi birrone con quelli del festival.
A presto con le avventure di Mirtillo e l'uccello-sveglia delle zone umide. Con i ragni dei cunicoli e le meduse a scatola. E altre amenità.
Gianna